Se l’auto d’epoca è adatta alla vita di tutti i giorni

Possono essere tanti i motivi per decidere di usare quotidianamente un’auto classica ultraventennale ma i più comuni sono le facilitazioni fiscali ed assicurative. Le prime, salvo che nelle poche Regioni che la concedono automaticamente (tra le quali la Lombardia), sono ottenibili attraverso l’iscrizione del veicolo all’Automotoclub storico italiano (Asi), attraverso uno dei club federati presenti in tutta Italia, che provvederà a rilasciare il documento (l’Attestato di storicità) che dà il diritto all’esenzione dalla tassa di possesso, al pagamento dell’Ipt (imposta provinciale di trascrizione) nella misura fissa di 100 euro e di un semplice mini bollo dell’importo variabile dai venticinque ai trenta euro, a seconda della Regione. Lo stesso documento, generalmente, consente di ottenere tariffe assicurative di favore, ma qui la materia diventa non trattabile perché ogni agenzia assicurativa (ogni singola agenzia), fa quello che vuole, non essendovi un quadro legislativo entro cui operare.
Per aiutare nella scelta della vettura ecco alcune avvertenze generali. Quella più importante è relativa alla sicurezza, che non può scendere sotto uno standard minimo, soprattutto se si tratta di trasportare dei bambini. Tre cose sono, quindi, necessarie: il montaggio di efficaci cinture di sicurezza, almeno sui sedili anteriori; l’installazione di appoggiatesta ad altezza utile e di sistemi di ritenuta necessari agli infanti. Sarà sorprendente, ma esistono vetture che offrono tutte queste cose, magari anche solo attraverso la sostituzione dei sedili anteriori con quelli di una loro versione successiva, a partire dalla fine degli anni 60. Vengono in mente le prime Ford Escort, oppure le Opel Kadett B, nelle loro varie versioni: di una robustezza incredibile. Del 1970 è la Citroen Gs, una 1.000 di cilindrata, dotata di sospensioni idropneumatiche, ma molto più indifesa delle tedesche dagli attacchi della ruggine.

È, però, quasi introvabile, come, peraltro, le colleghe italiane Fiat 124 o 128 in buone condizioni. Alzando un poco il budget, si può ambire a una delle più deliziose coupé della storia: la Lancia Fulvia. Nel decennio successivo le rinunce si azzerano rapidamente: quanto evidenziato come necessario, diventa corredo di tutte le vetture non utilitarie e quindi la scelta è sterminata. Si va dalle ultime versioni dell’Alfa Romeo Giulia (le Nuova Super) alle magnifiche spider Mercedes SL della serie 107, ancora deprezzate. Tra queste, spicca la Range Rover che normalmente si trova sul mercato a cifre risibili se paragonate alle qualità intrinseche della macchina e alla sua versatilità, pur se limitata da un mostruoso consumo di carburante. Aspetto, quest’ultimo, che offre il destro a un secondo suggerimento: il montaggio, sull’auto classica, di un impianto di alimentazione a gpl od a metano che, oltre a diminuire le spese per il carburante, spiana la strada ai centri storici di tutte le grandi città. Non si tratta, in questo caso, di mezzi da alto collezionismo e quindi questa soluzione non deve apparire come una bestemmia, soprattutto se, nel montaggio di questi dispositivi, viene fatta attenzione alla reversibilità dell’operazione.

Esplorando, infine, l’ultimo decennio che consente agevolazioni, è subito chiaro che le caratteristiche delle vetture sono sempre più simili alle attuali: si pensi, per esempio, alle varie incarnazioni delle Volvo SW, o a una Peugeot 205 o, ancora, a una Fiat Uno, per l’uso urbano, oppure a una Porsche 964, per tutto un altro tipo di utilizzo, evidentemente. Bisogna fare molta attenzione, prima dell’acquisto, a quei modelli già sovraccarichi di elettronica (le vetture di lusso tedesche dalla fine degli anni 80 in poi, per esempio) tenendo presente che essa, con l’età, può diventare difficile da gestire. L’avvento massiccio ed irreversibile dell’elettronica, a cavallo del cambio di secolo, costituisce, infatti, lo spartiacque tra le automobili che si possono conservare e quelle “usa e getta”.

 

 

Fonte: (http://www.ilsole24ore.com/art/motori/2012-12-12/se-auto-d-epoca-e-adatta-vita-tutti-giorni–112201.shtml?uuid=ACBYZotB&refresh_ce=1).

 

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